Storia del Comune di Orco Feglino Stampa
CENNI STORICI
 
Il Comune di Orco Feglino nacque ufficialmente come entità politica, giuridica, amministrativa, geografica, con il Regio Decreto 7 luglio 1869 che di fatto aboliva i Comuni di Orco e di Feglino ed istituiva il Comune di Orco Feglino, assegnando a Feglino la sede del Comune.
Prima di allora i due Comuni, anzi le due Comunità, seguirono le alterne vicende del Marchesato del Carretto, Signori del Finale.

La primo notizia di Orco, anzi di “Arche”, rimase ad un documento del 967, con cui Ottone di Sassonia donava al genero Aleramo le tredici corti situate in, desertis locis, fra il Tanaro, l’Olba ed il mare. Tra si esse si può identificare, anche i ìn seguito al confronto con altri documenti, l’odierna località di Orco. Il “Castrum Arche”, luogo ben munito e fortificato con un ampia torre quadrilatera, i cui ruderi si possono ancora ammirare sul colle di San Lorenzino, passò nel 1162 sotto il dominio di Enrico il Guercio, Marchese di Savona. Detta torre è rappresentata, con il grappolo d’uva e il pino, nello stemma del nostro comune.

Di Feglino, anticamente chiamato “Poggio della Chiesa”, si parla per la prima volta in un documento del 1351, in occasione di una gabella sul vino imposta dei Marchesi del Carretto, discendenti di Enrico il Guercio. La citazione di tale località compare pure in un testo del XV secolo, quando il Marchese Giovanni I del Carretto assegnava alla chiesa parrocchiale di Feglino la decima parte dei proventi  a lui spettanti dalle “imposte sulle costruzioni passate e future” (non si può non constatare come le  vituperate imposte che gravano sulla casa abbiano radici ben lontane …)

Orco con il suo “Castrum, compagna et territorium” era la seconda delle “compagne” nel “terziere” del Finale ereditato, nel 1268, da Antonio figlio del Marchese Giacomo del Carretto. Allora la giurisdizione di Orco si estendeva anche sul Feglino, il cui territorio era compreso in parte anche nella “compagna Podii Ecclesiae”. Soltanto molto tempo dopo troviamo che questa entità territoriale appare con il nome di Feglino, distinta da Orco. Così dicasi per la giurisdizione ecclesiastica. La Parrocchia di Orco comprese Feglino  sino al secolo XV.

Nella prima metà del secolo XVI Orco contava cento fuochi, ovvero circa 500 abitanti. Intanto nello stesso periodo il Finale si apprestava ad attraversare un periodo assai travagliato. Nel 1546 infatti il Marchesato cadeva in mano ad Alfonso II del Carretto, che si distinse tra  tutti i suoi predecessori per gli atti tirannici del suo governo. Anche Orco e Feglino subirono le angherie di Alfonso II. Si dice persino che il 6 ottobre 1549 gli uomini di Orco dovettero adunarsi alla presenza di Gastaldo Bernardo Liono per eleggere i sindaci ed i procuratori incaricati di trattare circa l’obbligo di sborsare al Marchese ogni anno 32  scudi d’oro quale tassa sul sale, somma davvero ingente per quell’epoca e per quel piccolo centro rurale. Il dominio dispotico di Alfonso, che fu la causa dei primi moti del Finale avvenuti nel 1558, contribuì alla caduta della dinastia Carrettesca. Pochi mesi dopo la sua reintegrazione nel Marchesato di Finale, decisa in Augusta nel  1582, Alfonso II del Carretto finiva i sui giorni a Vienna..

Nel 1602 la Spagna acquisì il formale possesso del Marchesato di Finale e pertanto anche delle terre di Orco e Feglino. Con il governo spagnolo si registrò un impulso per lo sviluppo del commercio marittimo e terrestre del Finale, che beneficiò di un periodo di prosperità che le nostre zone vallive e confinanti venivano via via ad intensificarsi. Dall’esame dei documenti amministrativi, emerge che Orco doveva allestire con Portio una compagnia di milizie con un capitano, un luogotenente, un’insegne oltre i bassi ufficiali.

La peste che colpì nel 1632 tutto il comprensorio finalese, non risparmiò vittime neppure a Orco e a Feglino. Si racconta anche che due persone morte di quel morbo contagioso furono tumulate in un terreno ad Orco. Le cronache di quel tempo narrano che quell’area fosse rimasta sterile, perché seccate anche le erbe, non si generò mai più alcuna pianta, anzi le viti e gli ulivi lì coltivati poco dopo morivano. Pare che questo sia stato il motivo che avrebbe indotto a costruire in quel sito una cappella sacra a S.Maria delle Grazie, in seguito ristrutturata ed ampliata veniva destinata a sede parrocchiale.

Il 2 aprile 1707 un contingente di truppe imperiali degli Asburgo prese possesso del Marchesato di Finale, ponendo fine, dopo 105 anni al dominio della Spagna sulle terre finalesi. Il 20 agosto 1713, veniva firmato il contratto di compravendita del Marchesato alla Repubblica di Genova. Dalla relazione del Commissario Generale Filippo Cattaneo De Marini del 2 dicembre 1713 risultava che il Marchesato era suddiviso in cinque quartieri. Il primo comprendeva il Borgo e Ponticello. Il Secondo la Marina. Il terzo Tovo, Magliolo, Bardino e Gorra. Il Quarto Calice, Rialto, Carbuta, Perti, Vene e Feglino. Il quinto Pia, Verzi, Portio, Magnone, Varigotti, Calvisio, Orco e Voze.

Con al Rivoluzione Francese arrivarono al seguito delle armate napoleoniche le nuove idee giacobine ed Orco e Feglino furono terra di passaggio delle truppe francesi. Il Colle di San Giacomo divenne così teatro di battaglia contro le truppe austro-piemontesi. Accampamenti trincerati sono ancora visibili in località “La Strà”.

La legge del 18 aprile 1793 n.72 divise il territorio genovese in 20 giurisdizioni con i rispettivi loro cantoni, dieci dei quali costituivano la Giurisdizione delle Arene Candide con capoluogo Finale Marina. Orco, Feglino e Monticelloformarono il terzo cantone, il cui giudice di pace risiedeva a Feglino. La Santa Alleanza del 1815 assegnò Finale a Casa Savoia; Orco unito a Feglino contava 1072 abitanti. Ma questi piccoli centri si staccarono ancora per qualche tempo, finchè il Regio Decreto 7 luglio 1869 le riunì in un solo comune.

Anche il Comune di Orco Feglino non si potè sottrarre alle insidie delle due grandi guerre mondiali, 1915-1918 e 1940-1945, con l’appendice dal 1943 al 1945 della Resistenza e della guerra partigiana. Questi avvenimenti bellici portarono lutti in molte famiglie della nostra comunità ed incisero profondamente sul suo tessuto economico, civile, politico e sociale. Molti i giovani caduti sul Carso, sugli Altipiani, in Grecia, in Albania, in Russia, in Africa, nelle montagne del territorio comunale. Questi caduti sono ricordati ancora oggi nei monumenti eretti in loro memoria nella Piazza del Municipio a Feglino e nella Piazza della Chiesa a Orco.

Il Comune di Orco Feglino venne amministrato dal 1945 al 1946 da PEPE Eugenio. A lui seguirono rivestendo la carica di Sindaco:
 
  • TOSCANO Adolfo dal 1946 al 1956FOSSATI Antonio dal 1956 al 1965
  • OLIVERI Nicola dal 1965 al 1990
  • Boveri Giacomo dal 1990 al 2004
  • SCOSSERIA Milena dal  giugno 2004